LE CITTADELLE

 

Una delle peculiarità più distintive per quel che riguarda l’asseto urbanistico di Palazzo Adriano è data sicuramente dalla presenza delle cosiddette “cittadelle”.

Tale conformazione urbanistica, risalente alla ripopolazione di Palazzo Adriano del secolo XV, deriva dall’insediamento in loco da parte di una colonia militare albanese. Suddetta colonia, insediatasi in Sicilia a seguito dell’invasione dell’Albania da parte dei turchi, essendo colonia militare, e con il costante pensiero di essere pronta in qualsiasi momento alla difesa, in tal senso organizzò i suoi insediamenti.

La prima “Cittadella” (1452-1530) sorse sul colle di San Nicola, nella zona adiacente il castello. Alla cittadella si accedeva mediante una porta d’ingresso, sotto l’arco della «Madonna dell’Entrata», arco caratterizzato dalla presenza su un lato dello stesso, dell’immagine della Madonna protettrice e da una ampia cordonata; inoltre era cinta e protetta esternamente da una fila di case senza strade di accesso, che davano le spalle agli scoscesi pendii del colle e rivolte verso di uno spiazzo, di posizione centrale, usato come “ghitonia” (vicinato) luogo di incontro in tempo di pace e trappola mortale, invece, per l’eventuale nemico che vi si addentrava, in cui veniva accerchiato ed annientato. Ne deriva un tessuto urbano ricco di vicoli stretti e tortuosi, di vicoli ciechi, di strade a forma di lettera «elle», di passaggi sotto tiro, di cunei di case. Questa prima cittadella conserva chiaramente quelli che sono i tratti tipici dell’architettura di un borgo militare medievale. Essa comprende i quartieri di Castello e di S. Nicola.

Alla fine del XV secolo la prima cittadella era già formata, con una fortezza (Kulla) al centro di una piccola piazza antistante il castello; l’espansione delle case avvenne concentricamente alla struttura difensiva ed alla chiesa e sulle pendici del colle, adeguandosi alle caratteristiche morfologiche del luogo, si è ampliato l’abitato, e fra il 1500 e il 1532 si insediarono le famiglie latine.

Quasi contemporaneamente, nel 1536, in seguito ad una seconda ondata di profughi coronei, nella parte pianeggiante a sud-est, oltre il colle di San Nicola, venne tracciata la grande piazza e la strada detta «via Calive» dove cominciarono a costruirsi capanne in paglia.

La seconda cittadella sorge sulla collina antistante quella di S. Nicola, nella parte sud-est, che diviene più pianeggiante in prossimità della piazza Umberto I. Questa seconda cittadella si sviluppa a partire dal 1532, anno della seconda ondata migratoria Albanese, seguita alla conquista di Corone da parte dei turchi. Di forma triangolare, con la punta dello sperone rivolta verso la prima cittadella, essa è divisa da quest’ultima dai due torrenti di Fontana Grande che la circondavano facendole assumere l’aspetto di una piccola isola. Anch’essa segue la disposizione della prima. Gli elementi caratteristici sono infatti dati dalla presenza di vicoli, cortili, gradonate, archi e fontane. La seconda cittadella comprende al suo interno i quartieri di S. Rosalia, Cartiera, Canale Buccola, Strada del Carmine.

Quasi contemporaneamente, nel 1536, venne tracciata la grande piazza e la strada detta «via Calive» dove cominciarono a costruirsi capanne in paglia.

La terza cittadella si localizza fra la via Chiara, la piazza Umberto I, la via Francesco Crispi con al centro la piazzetta Garibaldi. Il suo sviluppo, che riprende le medesime caratteristiche delle precedenti cittadelle, nasce quindi a sud del paese a partire dal 1650, in concomitanza dell’avvio della costruzione della chiesa Maria SS. Del lume. Essa comprende i quartieri Xiura, Piazzatta, parte del quartiere di Prodinaro e del quartiere Prepafano.