CENNI STORICI: La prima testimonianza scritta del sito di Roccapalumba la riscontriamo in un “Diploma” di Guglielmo Il, risalente al 1182 dove vengono enunciati i confini dei possedimenti concessi alla chiesa di S. Maria La Nuova di Monreale e tra queste il “Vallo De Palumbo”. Origini più antiche forse vanno ricercate su di una collina rocciosa che sovrasta il fiume Torto dove sorge il “Castellaccio”, risalente al periodo normanno. Nei pressi delle stesso sito sono state rinvenute necropoli cristiane risalenti al IV e V sec. a.C., ciò fa dedurre come il fiume Torto costituisse l’unica via che conduceva nelle terre di Imera. Durante la guerra del Baronaggio il feudo Palumba appartenne alla famiglia catalana dei Valguarnera; in seguito subì molteplici passaggi di proprietà finchè nel 1630 Margherita Orioles Ansalone ottenne da re Filippo IV di Spagna il titolo di “principessa di Roccapalumba” per lei e per tutti gli eredi; da ricordare, tra essi, nel 1641 la principessa Donna Stefania Ansalone -che sviluppò l’agricoltura e l’artigianato- e Giuseppe Corvino Ansalone nel 1680, quando nel paese sorse la “Nobile Scuola di Scalpellinismo” che favori la formazione di un ceto artigiano. Nel 1770 il feudo venne acquistato da Francesco Moncada Principe di Larderia che diedero al centro un ulteriore sviluppo. Questa famiglia governò fino all’ abolizione della feudalità 1812). La posizione strategica di Roccapalumba le ha consentito di essere parte attiva di tutti i movimenti Politici, sociali e culturali dell’isola.

SUPERFICIE: Kmq 32

DISTANZA DAL CAPOLUOGO: Km 68

ABITANTI: 3.100 (Roccapalumbesi)

MUNICIPIO: V. L. Avellone 5; Tel 0918215523, Fax 0918215098;

 

COSA VEDERE A ROCCAPALUMBA 

  • Regalgioffoli
    E’ una piccola frazione che nel 1825, (Regalgioffoli nome derivante da Rachal-yoffat) venne accorpata a Roccapalumba. Il borgo ha origini arabe e gli storici lo indicano come “casale dell’abbondanza” o “luogo di passaggio”; sede di un antico casale musulmano (i cui resti sembrano inglobati nel baglio ubicato nei pressi della Chiesa di Maria SS. del Rosario), questo -insieme al feudo- fu posseduto dal poeta Nicolò da Caccamo ma, dopo la sua ribellione a Re Martino, gli fu confiscato per essere devoluto alla Regia Curia. Fu poi concesso da Re Alfonso a Dioniso Parisi con diploma dell’ 11 giugno 143 1, con facoltà di ripopolarlo.

Patrimonio artistico

  • Chiesa Madre
    E’ dedicata a San Paolo, e a S. Pietro. Vi si conservano pregevoli opere tra cui; alcune immagini dipinte sulla pala sovrastante l’altare maggiore, opera del pittore Federico Panepinto (1844); il gruppo ligneo policromo di San Giuseppe col Bambino del ‘700; un Crocifisso ligneo del ‘600; una Madonna delle Grazie ed una S. Lucia (entrambe del ‘700). Nella sacrestia, in una nicchia, è situata una pregevole statua lignea della Madonna Assunta del 1671. Gli armadi custodiscono diversi paramenti sacri in oro del ‘700 e delI’ 800. Notevole è l’ostensorio raggiato Settecentesco, di inconfondibile scuola trapanese. Particolare è la tila, una grandissima tela raffiguarante la deposizione di Cristo morto innalzata all’ interno della chiesa e fatta cadere al momento della resurrezione.
  • Santuario della Madonna della luce
    Vi si conserva il miracoloso simulacro della Vergine. Il tempio è stato edificato alla fine degli anni ’50 ai piedi della Rocca, su di una struttura risalente al ‘600, di cui rimangono alcuni ruderi. La chiesa, che la leggenda vuole costruita in un punto dove venne ritrovato la sacra immagine della Madonna col Bambino, sembra sia stata cosche sono costruita con l’intento di ostruire un passaggio che i predoni utilizzavano per derubare i passanti. Il santuario è meta di pellegrinaggio, soprattutto il giorno della festa che ricade il 23 agosto.
  • Chiesa di S. Rosalia
    E’ di recente costruzione e sorge sull’antica chiesa costruita nel 1781 e distrutta nel 1970. Vi si custodisce una statua di S Francesco di Paola di autore ignoto.
    Tombe rupestri Disseminate nel territorio scavate ed incastonate nel terreno che, nello scorrere del tempo, testimoniano presenze che si conservano nella storia;
  •  Museo del territorio
    Di particolare interesse è il museo etnoantropologico, il quale raccoglie le testimonianze e gli aspetti socio culturali della civiltà contadina ed artigiana del territorio di Roccapalumba. Attrezzi e utensili tradizionali – oggi quasi tutti scomparsi- attinenti ai cicli del lavoro contadino ed artigiano, raccontano l’antica fatica umana. L’istituzione del museo è opera del etnoantropologo prof. Filippo Oliveti.
  •  Lavatoi Pubblici
    Il lavatoio pubblico, ubicato in contrada Pizzuta, testimonia un momento della tradizionale lavorazione della lana, attività completamente scomparsa e legata al contesto rurale. Esso è costituito da due vasche adiacenti in muratura. Un’altra struttura simile forse di epoca anteriore, si trova a Regalgioffoli in contrada Calvario.
  • Mulino Fiaccate
    Costruito nel 1880 lungo la trazzera Regia palermo-Siracusa da mestranze fiorentine, costituisce uno dei poche esempi dell’attività molitoria un tempo diffusa. Il locale è rimasto integro nelle sue componenti, dalle grosse macine in pietra, azionate da ruote in ferro con eliche, ai vani d’abitazione del mugnaio, al deposito dei cereali da molire, al sistema Mulipia ad acqua di captazione dell’ acqua, alla stalla per le bestie da soma etc.; dato l’ottimo stato di conservazione e la sua importanza culturale la Sovrintendenza ha tutelato l’intero edificio.
  • Osservatorio Astronomico
    Struttura sorta di recente con finalità scientifiche, ubicata in contrada Pizzo Suvaro di Regalgioffoli. L’ edificio ha un’ altezza di mt. 3,8 e si compone di un piano terra seminterrato oltre a due elevazioni fuori terra; è coperto da un tetto in parte piano e in parte a falde. Sull’ultima elevazione trova posto la specula elemento che qualifica l’edificio e gli conferisce la funzione di osservatorio astronomico. Alcuni ambienti dell’edificio sono riservati alla ricezione del pubblico. L’Osservatorio di Roccapalumba è inserito nella rete degli Osservatori Popolari d Italia, facenti capo al Coordinamento degli Osservatori Astronomici Popolari” (C.O.A.P.I), dell’Unione Astrofili Italiani (U.A.l.), è ge stito dall’ O.R.S.A. (Organizzazione Ricerche e Studi di Astronomia) di Palermo.

 FESTE E TRADIZIONI POPOLARI A ROCCAPALUMBA